Vi Presento Amir

Amir a Lampedusa, Italia. Aprile 2017. ©Pamela Kerpius

Amir a Lampedusa, Italia. Aprile 2017. ©Pamela Kerpius

 


Vi Presento Amir.

Ha 20 anni ed è originario del Sudan.

Per raggiungere Lampedusa ha attraversato tre stati: il Sudan, l’Egitto e la Libia, lo stato più pericoloso di tutti.

Una volta arrivato in Egitto ha fatto il calzolaio per un anno e due mesi. Lavorava 12 ore al giorno fabbricando sandali in pelle. Non ho altre informazioni né sulle condizioni di lavoro né sul suo alloggio durante la permanenza in Egitto. Da come me ne ha parlato non mi sembra fosse in pericolo, ma neanche che le condizioni fossero ottimali.

Amir purtroppo parla poco l’inglese quindi la nostra chiacchierata è stata abbastanza breve.

Dall’Egitto ha poi raggiunto la Libia, dove è rimasto per otto mesi. Si è fermato a Tazirbu, a est, e ha poi proseguito fino a Sebha, a ovest e leggermente a nord dal punto in cui ha attraversato il confine.

È rimasto a Sebha per tre giorni praticamente senza cibo. A un certo punto gli è stato dato un biscotto. L’acqua del rubinetto era salata. I trafficanti gli hanno fatto chiamare  casa per chiedere soldi, ma non ce n’erano.

Non so come sia riuscito a rimanere a Sebha per così poco tempo, visto che la maggior parte dei migranti passano mesi a soffrire ed essere torturati nelle prigioni della città, ma queste sono tutte le informazioni in mio possesso.

Amir ha poi raggiunto Zawila (una città a sud di Sebha) dove è rimasto per 18 giorni.

Da lì ha raggiunto Tripoli e poi il campo costiero di Sabrata.

Ha attraversato il Mar Mediterraneo su un gommone con altre 124 persone, tra le quali alcune donne e 3 o 4 neonati. Ha raggiunto Lampedusa il 20 marzo 2017.

Gli manca la sua famiglia. Amir ha cinque sorelle, ma una è morta. Vorrebbe che tutta la famiglia si trasferisse in Europa con lui, dove vuole migliorare il suo inglese e lavorare. In Sudan faceva il meccanico.

Amir è un essere umano straordinario.

Traduzione: NOC