Vi Presento Omar

Omar, un numero imprecisato di giorni o settimane dopo il salvataggio nel Mediterraneo. Lampedusa, Italia; maggio 2017. ©Pamela Kerpius

Omar, un numero imprecisato di giorni o settimane dopo il salvataggio nel Mediterraneo. Lampedusa, Italia; maggio 2017. ©Pamela Kerpius

 


Vi presento Omar.

Ha 17 anni ed è originario di Brikama, in Gambia.

Per raggiungere Lampedusa ha attraversato sei stati: il Gambia, il Senegal, il Mali, il Burkina Faso, il Niger e la Libia, lo stato più pericoloso di tutti.

Il suo viaggio è durato quasi sei mesi. Ci ha messo un mese per raggiungere Agadez, in Niger, dove ha lavorato in agricoltura per mettere da parte denaro.

Da Agadez, Omar ha attraversato il deserto del Sahara con altre 20 persone nel cassone di un furgoncino della Toyota; avevano 5 litri di acqua a testa. Un viaggio che solitamente dura quattro giorni, alla fine ne è durato undici a causa di problemi al motore.

Durante il viaggio quattro persone sono morte e sono state lasciate nel deserto.

Arrivato a Sabha, in Libia, Omar ha passato una settimana nascosto al centro migranti e poi altri tre giorni a Bani Waled.

Da lì ha proseguito verso Tripoli, dove ha lavorato come contadino per quattro mesi finché non ha guadagnato abbastanza per permettersi la traversata.

È salito su un’imbarcazione diretta in Tunisia, ma è stato fermato da “ragazzini” (bambini e adolescenti armati che derubano e catturano migranti) e riportato in Libia.

Ha passato due settimane in detenzione a Sabratha, una città costiera a ovest di Tripoli. Una sera, verso mezzanotte o l’una, è scappato con altre 50 persone sfondando la porta dell’edificio in cui erano rinchiusi.

Omar mi ha detto che è venuto
qua per salvarsi la vita.
 


Omar ha poi aspettato un mese in un campo migranti sulla costa di Sabratha. Stava aspettando il calmarsi del mare per provare la traversata una seconda volta. In quel periodo non ha mai lasciato il campo. Perché il pericolo di essere nuovamente catturato dai “ragazzini” era troppo alto. “Avevo due opzioni,” dice Omar, “vivere o morire,” quindi è rimasto ad aspettare.

All’una del mattino ha attraversato il Mar Mediterraneo su un gommone con altre 130 persone. Sono rimasti in mare per 12 ore prima di essere salvati dalla Guardia Costiera che li ha portati a Lampedusa.

Quando gli ho chiesto perché ha lasciato il Gambia, Omar mi ha detto che è venuto qua per salvarsi la vita. Omar è uno dei soli tre migranti minorenni che ho conosciuto a Lampedusa. È un ragazzo socievole, entusiasta e gentile.

Gli ho fatto assaggiare gli arancini siciliani e i biscotti di mandorle spingendolo a provare queste specialità. Lui li ha mangiati e credo gli siano piaciuti molto. Omar vorrebbe andare a scuola.

Omar è un essere umano straordinario.

Traduzione: NOC